Marelli

eccellenza italiana.

Arte

STORIA  MILLENARIA

Diverse documentazioni asseriscono che le origini del Pizzo di Cantù a fuselli, vanno ricollegate indubbiamente all’attività svolta principalmente dagli istituti religiosi nel periodo del trecento e quattrocento.

Ci sono testimonianze che ci permettono di capire e di stupirci sull’esatta nascita delle trine perché studiando su alcuni testi antichi ed osservando alcuni oggetti archeologici, quali pitture, statue ed incisioni si è potuto capire che :

  • in Egitto già prima della nascita di Cristo si eseguivano lavori quasi simili;
  • nell’antica Grecia usavano intrecciare i fili;
  • etc..

Certamente il pizzo nella nostra zona, denominata Brianza, veniva lavorato dalle donne del popolo aiutate ed assistite dalle monache. Secondo un'opinione diffusa sarebbero state le monache Benedettine di Cluny.

Grazie ai mercanti e alle rilevanti richieste nel secolo XVI, le donne che si applicavano in questo lavoro non erano solamente di basso ceto o le monache, ma anche le signore dell’alta società, invogliate e interessate a dimostrare la loro abilità agli altri cortigiani.

Attualmente non c’è donna in grado di risalire al metodo di lavoro usato negli anni passati e la richiesta dei Pizzi di Cantù ha avuto un grosso successo negli anni 1890-1900.


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..N..O..V..E..L..L..A.....................................

C'era una volta una regina che aveva tre figli, una era …. desiderosa di diventare bella e gentile.
Si chiamava Chiara

Ma Chiara detestava i fuselli: non amava intrecciare i piccoli bastoncini di legno!
Per correggere questo vizio la madre la portò da una regina a Cantù, che aveva la fama di essere molto rigida.
“Mia figlia lavora il Pizzo di Cantù egregiamente!” disse presentandole Chiara. “Conosce molte lavorazioni ed è veloce. Sarà felice di lavorare per Lei!” E se ne andò. A questa regina piacevano molto i pizzi: aveva un'intera collezione di cartine e differenti disegni che aspettavano di essere lavorati sul tombolo.

Tutta contenta, vi portò Chiara e le disse:

“Eccoti la mia cartina: quando avrai terminato il Pizzo di Cantù, ti darò in sposa a mio figlio, il principe!”.

Chiara si mise alla finestra, sognando com'era il bel principe.

Le ore passavano e lei non aveva ancora caricato il filo sui fuselli.

Al mattino la regina venne a trovarla e quando si accorse che non aveva iniziato a lavorare, si arrabbiò molto. “Mi hai imbrogliato!”

disse alla fanciulla. “Se per domani non avrai finito questo pizzo, ti farò gettare in prigione!”.

Chiara, rimasta sola, cominciò a piangere disperatamente. Era impossibile poter finire quel disegno in così poco tempo?

Ma proprio allora qualcuno bussò alla porta della stanza. Chiara andò ad aprire e vide tre bellissime vecchiette...così belle da far gelosia! Quando la mattina dopo, la regina venne a controllare, fu felice che Chiara avesse realizzato il Pizzo con il suo disegno.

“Tua madre aveva ragione!” disse soddisfatta. “Sei proprio un'ottima pizzat.

Sarò felice di darti in sposo mio figlio!”.

Si organizzarono le nozze e Chiara chiese di poter invitare tre amiche alla festa di fidanzamento. Quando il principe vide le tre vecchiette, volle sapere il motivo della loro bellezza. “Siamo diventate così belle a furia di lavorare il Pizzo di Cantù!” risposero le tre signore. Il principe regalò un nuovo tombolo alla sua sposa e ordinò da quel giorno a Chiara di lavorare sempre il Pizzo di Cantù: voleva che anche sua moglie si mantenesse sempre bella.
E così Chiara visse felice con il suo principe in un nuovo castello, continuando a lavorare sul nuovo tombolo al Pizzo di Cantù e a sognare ad occhi aperti !